In un universo parallelo sono stato un acclamato fotografo di moda, nonché reporter a tempo perso per organizzazioni umanitarie.

In questo, di universo, ho il viso un pò stropicciato dall'imperfezione della realtà e vivo a Domodossola dove sono nato nell'ormai trascorso secolo, più precisamente nel 1961.

Con la fotografia mi trastullo da molti anni: ricordo ancora con emozione l'attimo in cui ho realizzato che per ottenere una buona immagine è essenziale saper premere il pulsante di scatto.

Su queste solide fondamenta ho costruito il mio stile personale; purtroppo l'esposizione l'ho capita solo molto più tardi, per questo molte delle mie foto sono così scure.

Nel mio universo parallelo ci torno quando posso, non devo chiudere entrambi gli occhi, ne basta uno solo: quello sinistro.

Forse lo strizzo troppo perché capita spesso che il destro mi lacrimi, per questo definirei il mio stile fotografico con una sola parola: "emotivo".

Questo lacrimare mi ha spinto a credere di soffrire di qualche allergia, da qui la decisione di evitare fiori e paesaggi e di concentrarmi sulla fotografia di strada: mi sento a mio agio in quel caleidoscopio di persone, di ombre da cui escono, di luci in cui entrano, ma soprattutto c'é sempre una farmacia a portata di mano in caso di bisogno.

Mi sono trovato in difficoltà quando guardare le foto sul display della mia macchina fotografica ha iniziato a non bastarmi più.

È stato così che tra schede di memoria, lettori USB e Macintosh, sono arrivato a quella parola che ormai non abbandona più i miei incubi notturni: "Photoshop".

Ma l'importante è che, dietro la mia Canon, fra le ombre della strada riesco ad incontrare me stesso: Fausto.

Grazie per il tempo che avete voluto dedicarmi.